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De minimis: cos'è e come controllare quanto spazio ti resta

5 ottobre 2026

Guide pratiche

Molti bandi concedono i contributi «in de minimis», cioè «di importanza minore». Che cosa significa, qual è il tetto di 300.000 euro in tre anni e come verificare in cinque minuti quanto spazio ti resta.

Scorri un bando, ti pare fatto apposta per la tua attività e poi, tra le righe, trovi questa formula: «contributo concesso in regime de minimis». Può sembrare una nota a margine; è invece uno dei primi elementi da verificare, perché può decidere se il contributo ti spetta oppure no.

Che cos'è il de minimis, in parole semplici

L'Unione europea, di regola, vieta gli aiuti pubblici che favoriscono alcune imprese a danno di altre, perché falserebbero la concorrenza: sarebbe come regalare le scarpe da corsa a un solo atleta alla vigilia della gara. Esiste però un'eccezione per gli aiuti modesti, ritenuti troppo piccoli per spostare gli equilibri del mercato. Sono gli aiuti «de minimis», espressione latina che significa «di importanza minore». Molti bandi regionali, camerali e comunali scelgono questa strada, perché consente di finanziare quasi ogni tipo di spesa senza procedure lunghe e complesse.

C'è però un prezzo da pagare: un tetto. Ogni impresa può ricevere aiuti de minimis solo fino a una certa somma, un po' come un salvadanaio che non può contenere più di una cifra stabilita.

Il tetto: 300.000 euro in tre anni

Con il regolamento europeo in vigore dal 1° gennaio 2024 (Regolamento UE 2023/2831, valido fino alla fine del 2030) il massimale è di 300.000 euro per impresa nell'arco di tre anni. In precedenza era di 200.000 euro.

Le imprese agricole che producono prodotti agricoli seguono invece un regolamento a parte, con un limite più basso: dal 2025 è salito a 50.000 euro in tre anni (Regolamento UE 2024/3118). Se la tua impresa è agricola, chiedi sempre quale regolamento applica il bando.

I tre anni sono «mobili»

Il conteggio non segue l'anno solare, cioè quello che va dal 1° gennaio al 31 dicembre. Ogni volta che ti viene concesso un nuovo aiuto, si guarda indietro di tre anni esatti dalla data di quella concessione e si sommano tutti gli aiuti de minimis ricevuti in quel periodo: è come una finestra che scorre insieme al calendario. Un contributo concesso il 15 marzo 2024, per esempio, continua a pesare sul conto fino a marzo 2027.

Attenzione all'«impresa unica»

Il tetto non riguarda soltanto la tua partita IVA. Se controlli un'altra impresa, o se un'altra impresa controlla la tua (perché possiede la maggioranza delle quote o nomina gli amministratori), ai fini del de minimis siete considerate un'unica impresa: come fratelli che si dividono la stessa merenda, perché il tetto di 300.000 euro è uno solo per tutte.

Come controllare quanto spazio ti resta

  1. Apri il sito del Registro nazionale degli aiuti di Stato (rna.gov.it), che è l'elenco pubblico di tutti gli aiuti concessi alle imprese, e vai nella sezione Trasparenza.
  2. Cerca con il codice fiscale della tua impresa.
  3. Guarda gli aiuti degli ultimi tre anni indicati come de minimis, con data di concessione, importo e regolamento, e sommali.
  4. Sottrai il totale dal tetto: ciò che resta è lo spazio disponibile per un nuovo contributo.

Non dimenticare gli aiuti che non ti sembrano «bandi»: alcuni sgravi sui contributi, le garanzie sui prestiti (cioè l'impegno di un ente pubblico a restituire la banca al tuo posto, se non riuscissi a farlo) e certi crediti d'imposta (sconti sulle tasse da pagare) possono essere concessi in de minimis ed entrano nello stesso conto.

Che cosa accade se superi il tetto

Se un nuovo aiuto ti facesse oltrepassare il massimale, quell'aiuto non può esserti concesso in de minimis: non soltanto la parte in eccesso, ma l'intero importo. E se il superamento emerge in seguito, l'ente può chiederti la restituzione del contributo con gli interessi. Per questo, nella domanda, ti viene quasi sempre richiesta una dichiarazione sugli aiuti già ricevuti, cioè un'autocertificazione firmata da te: conviene compilarla con i dati del Registro sotto gli occhi e non a memoria.

In breve

  • Se il bando parla di «de minimis», consulta il Registro nazionale degli aiuti prima di presentare la domanda.
  • Il tetto generale è di 300.000 euro in tre anni mobili; per l'agricoltura è di 50.000 euro.
  • Conta l'«impresa unica»: le imprese collegate condividono lo stesso tetto.
  • Se lo spazio è poco, cerca bandi con altre basi giuridiche, che non consumano il de minimis.

Fonti

Questo articolo è informativo: per partecipare a un bando fa fede solo il testo ufficiale dell'ente.

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Argomenti: de minimis · Registro nazionale aiuti · aiuti di Stato · requisiti · agricoltura